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  • Opere - Ritratti

Grande rosso P. n. 18, di Alberto Burri

  • 06/03/2012 -

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A partire dagli anni cinquanta Alberto Burri sperimenta l’uso di tela, juta, ferro e legno, materiali reali che sostituiscono il colore, le ombre e le forme della pittura con un pezzo di realtà, plasmata, ricucita e riassemblata sulla tela. La plastica, che l’artista inizia a usare  nel decennio successivo, ha potenzialità che gli altri materiali non hanno. È ancora più diffusa e frequente nella vita quotidiana, quindi più reale nel senso in cui Burri intende la realtà: la materia usurata, memoria della quotidianità. E ancora: la plastica può essere trasparente o colorata, plasmabile con estrema facilità e reagisce al fuoco piegandosi come fosse materia viva. Si anima al calore della fiamma ossidrica e assume forme morbide, come il marmo sotto lo scalpello di uno scultore barocco. Il Grande rosso della galleria Nazionale d’arte moderna di Roma, è uno dei capolavori che Burri creò in quegli anni, precisamente nel 1964. Ce ne parla Barbara Martusciello, storica dell’arte, nell’ambito della rassegna “Visti da vicino”, organizzata dal Fai nel museo romano.

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